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28/04/2017 - Articoli, Notizie

Caccia alla balene: una pratica che incide più dell'inquinamento

Caccia alla balene: una pratica che incide più dell'inquinamento

Sea Shepherd Conservation Society è un'organizzazione senza scopo di lucro che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini. In questi ultimi mesi hanno intercettato molte baleniere, principalmente giapponesi, durante la caccia.

Negli scorsi mesi è stata intercettata dal gruppo di attivisti Sea Shepherd una baleniera giapponese in acque australiane con a bordo la carcassa di un cetaceo. Come si può vedere nel video la “Nisshin Maru” è stata ripresa da un elicottero Sea Shepherd, lo Steve Irwin MY, all’interno del Santuario delle Balene australiano mentre trasportava il corpo della balena protetta a fianco di due baleniere. Le immagini riprese dagli attivisti mostrano l’equipaggio della Nisshin Maru mentre copre il corpo del cetaceo subito dopo aver capito di essere ripresi dalle telecamere.

Il fatto che l’equipaggio giapponese abbia coperto gli arpioni e la balenottera morta sul ponte dimostra che sanno che quello che stanno facendo è sbagliato” - ha dichiarato il capitano Wyanda Lublink del MY Steve Irwin - “Come può il governo australiano ignorare queste azioni quando la maggior parte degli australiani condanna quello che stanno facendo?”

“Le balene vengono colpite con un arpione esplosivo che rilascia schegge e ganci mentre attraversa il loro corpo - prosegue Jeff Hansen, amministratore delegato del gruppo Sea Shepherd - una morte cruenta e terribile. Queste balene possono impiegare fino a quaranta minuti per morire.”

“Appena la flotta giapponese si è accorta di essere ripresa da Sea Shepherd ha iniziato a coprire il corpo della balena e a nascondere gli arpioni con i quali le balene vengono uccise” conclude Hansen. “Questo dimostra che il Giappone prosegue la sua sanguinosa attività di caccia alle balene ignorando la sentenza del tribunale federale australiano e la volontà della Corte Internazionale di giustizia”.

Sea Shepherd ha inviato al governo federale australiano il video con le immagini e lo ha esortato ad agire immediatamente per arginare il fenomeno di caccia alle balene. Il problema della caccia ai cetacei tuttavia non sembra trovare soluzione. È di pochi giorni fa la notizia del rientro in Giappone della flotta che, dopo la stagione venatoria annuale nelle acque antartiche, iniziata a novembre, ha portato all'uccisione di 333 balenottere. Lo ha reso noto l'agenzia nipponica della pesca. La flotta, composta da cinque navi, era partita nel novembre scorso per la caccia, a cui il Giappone attribuisce scopi scientifici, nonostante le proteste internazionali degli ultimi anni. Secondo gli ambientalisti e la Corte di giustizia internazionale, tuttavia, le balene sarebbero cacciate per la loro carne.

La Corte di giustizia dell’Aja ha diffidato il Giappone nel 2014 dall’uccidere i cetacei dopo aver vietato esplicitamente la caccia alla balene. Anche la Commissione internazionale sulla caccia alle balene (Iwc) ha contestato le "prove" fornite dal Giappone per giustificare la valenza scientifica della richiesta di uccidere 4mila balene nell'arco di 12 anni.

Per molti anni il governo nipponico ha giustificato l'attività delle baleniere con il fatto che molte specie di balena non sono a rischio di estinzione e che il consumo della carne di balena fa parte della cultura nazionale. Dal 1987, un anno dopo l'entrata in vigore della moratoria internazionale, il Paese ha addotto ragioni scientifiche. Anche se l'inquinamento e la collisione accidentale restano una delle principali cause di decesso dei cetacei è necessario conoscere la realtà della caccia alle balene e portare avanti una concreta lotta a questa terribile pratica.

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Scienza&Società