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Il Mare in 3D

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24/05/2017 - Articoli, Notizie

Henderson Island: il patrimonio Unesco devastato dalla plastica

Henderson Island: il patrimonio Unesco devastato dalla plastica

L'isola di Henderson è situata nel mezzo dell'Oceano Pacifico ad almeno 5.000 km da qualsiasi altra cosa. Nonostante questo è ricoperta di plastica, proveniente da oltre 24 paesi.

Sono passati ventinove anni da quando l'Unesco dichiarò partimonio dell'umanità l'isola di Henderson. Ventinove anni in cui il volto dell'isola ha subito non pochi cambiamenti a causa ma soprattutto per colpa dell'uomo e oggi si ritrova coperta di plastica. Il 99,8% della sua superficie infatti, secondo i ricercatori, è coperta di spazzatura, principalmente plastica.

Dal 1992 l'isola di Henderson fa parte delle isole Picairn, un arcipelago composto da quattro isole situate nell'Oceano Pacifico meridionale, a metà strada tra il continente americano e la Nuova Zelanda. Questo arcipelago è parte dei territori britannici d'oltremare e l'unica zona abitata è quella di Pitcairn dove si contano una cinquantina di abitanti, tutti residenti nella capitale, Adamstown.

L'isola ha una superficie di 38 chilometri quadrati dove si possono trovare dieci specie endemiche di piante e quattro specie di uccelli rari come la Schiribilla dell'Isola Henderson o la Colomba frugivora. Queste specie sono sopravvissute nel tempo solo grazie alla posizione dell'isola e al raro contatto con gli esseri umani. L'arcipelago è raggiungibile solo via mare e sono necessari un paio di giorni da Tahiti e circa otto dalla Nuova Zelanda per giungervi. Le rare imbarcazioni che portano posta e cibo devono ancorarsi al largo dove vengono poi raggiunte dalle imbarcazioni della popolazione.

I ricercatori della University of Tasmania e Royal Society del Regno Unito che l'hanno visitata hanno stimato che, su quelle spiagge ci siano circa 38 milioni di detriti abbandonati dall'uomo. Questo significa che, ogni metro quadrato di Henderson, ha tra 20 e 670 pezzi di plastica sulla superficie e tra 50 e 4.500 pezzi sepolti poco sotto. Inoltre, per una questione di correnti, i ricercatori pensano che, ogni giorno, 3750 componenti di nuovi rifiuti si accumulino sulle coste dell'isola. I ricercatori hanno pubblicato sul Proceedings of National Academy of Sciences un articolo dove sottolineano che i danni all'isola e l'inquinamento sono stati causati da 'tutti noi'. Il fatto più grave è la provenienza dei rifiuti infatti sono stati ritrovati prodotti provenienti da oltre ventiquattro paesi, dal Canada alla Germania. Questo sottolinea l'omogeneità delle colpe, che sono globali.

L'isola di Henderson inoltre è al centro della South Pacific Gyre, una corrente oceanica che raccoglie i rifiuti e poi li deposita sui litorali dell'isola. Il messaggio dei ricercatori è chiaro e non può essere frainteso. Più la produzione della plastica aumenta maggiore sarà l'impatto ambientale, che rischia di devastare alcuni dei luoghi più belli e solitari del mondo. 

Gianluca Pedemonte

 

 

 

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Il Mare in 3D, Scienza&Società